Considerazioni dal Circolo Gemma Piacentini per l'assemblea comunale
Le presenti considerazioni nascono da un’analisi operata all’interno del circolo Viterbo II “Gemma Piacentini” e successivamente condivisa anche all’esterno di questo, raccolgono una serie di criticità che sono state ripetutamente evidenziate nel corso del dibattito che si è sviluppato sul tema dello stato del partito nella città di Viterbo e contiene alcune proposte realistiche che, anche se non integralmente risolutive delle disfunzioni esistenti, considerata la natura delle cause che ne sono all’origine, possono quantomeno temperarne alcuni degli effetti più deleteri.
* Il punto di partenza della riflessione che si è avviata sul tema relativo alle difficoltà che si ravvisano, non da oggi, nel funzionamento dei circoli risulta imperniato su carenze facilmente riscontrabili nei meccanismi di partecipazione che caratterizzano questi ultimi.
Tali carenze conducono ad un’esistenza pressoché virtuale di alcuni circoli, che rimane ravvisabile solo sulla carta.
Tale fenomeno, se si vuole guardare alla realtà senza ipocriti infingimenti, è riconducibile alle modalità di conduzione del tesseramento e dalle dinamiche congressuali.
Entrambe, infatti, sono all’origine di due ricorrenti quanto evanescenti figure che, per la verità, dominano da sempre la vita di tutti i partiti: l’iscritto fantasma, che lesina le proprie apparizioni e si disvela
unicamente in occasione del voto ai congressi, ed il dirigente territoriale fantasma, generato dal primo, il quale compare nelle liste elettorali congressuali e si smaterializza al momento di fornire un contributo di partecipazione effettiva nell’ambito del proprio circolo di riferimento.
Laddove si concentrano in misura numericamente significativa le due figure, nascono i problemi di funzionamento dei circoli i quali, dovendo costituire le strutture vitali del partito, quanto risultano afflitti da tale patologia, ne condizionano negativamente la capacità operativa.
Alla luce delle condizioni date, l’unico rimedio possibile risulta un impegno serrato che il segretario dovrebbe assumere nell’assicurare una supervisione stringente sull’operato dei circoli, non certo in termini di interferenza sul dibattito interno di questi ultimi, bensì sulla regolarità del loro funzionamento.
Nel concreto, qualora i circoli non dovessero essere convocati con un minimo di regolarità, e non riuscissero ad assicurare in aggiunta un livello decente di operatività a servizio della città, se ne dovrebbe certificare la decadenza degli organismi direttivi per mancato funzionamento.
* Altro punto meritevole di approfondimento è la situazione del gruppo consiliare, anche in relazione alle più o meno recenti vicende che hanno interessato, con risonanza non trascurabile sugli organi di stampa, due consiglieri comunali.
Il punto di dissenso nei riguardi dell’operato dell’attuale dirigenza cittadina del partito investe la mancata riflessione sulle motivazioni di merito, seppur senz’altro diverse nella loro natura, che sono alla base delle rispettive prese di distanze dal gruppo del PD.
Il segretario avrebbe dovuto sviluppare tale riflessione proprio all’interno di quello che risulta statutariamente il più rilevante organismo decisionale, l’assemblea comunale: aver omesso questo passaggio comporta la svalutazione di questo organismo.
Non ci si stracci le vesti, pertanto, per la rarefatta partecipazione alle sporadiche riunioni di questa assemblea cittadina: le persone, al dunque, percepiscono l’inutilità di senso della propria presenza e partecipazione.
Riteniamo che il segretario ed il capogruppo consigliare siano ancora in grado di esercitare un ravvedimento operoso e fornire le doverose spiegazioni su quanto accaduto e sulle ragioni della persistente presenza nel gruppo di un terzo consigliere comunale la cui partecipazione e laboriosità in consiglio comunale risultano quantomeno discutibili.
Riteniamo, inoltre, più in generale, che i medesimi debbano farsi carico del superamento della condizione di separatezza che attualmente connota i rapporti fra partito e gruppo consiliare ed assicurare un rapporto di integrazione di ben altro spessore e qualità.
* Anche il tema delle risorse e del finanziamento del partito e dei suoi circoli dovrebbe essere oggetto di una riflessione approfondita che finora è mancata: occorre che, anche su tale versante, il segretario si faccia carico di promuovere un dibattito aperto e trasparente su un tema di fondamentale importanza
* Da ultimo, il tema più dibattuto negli ultimi tempi, quello relativo alle scelte che debbono essere affrontate in vista dell’approssimarsi delle prossime elezioni comunali.
In questo ambito, vi è da registrare, anzitutto, l’assenza di un dibattito esplicito e partecipato sulla questione dirimente delle alleanze.
Inoltre, la pur affermata volontà di procedere alla selezione del candidato a sindaco mediante lo strumento delle primarie, al momento indicate come di coalizione, cozza con l’intenzione dichiarata di dar vita ad una “commissione programma” del PD, termine peraltro desueto ed incoerente con il percorso tracciato nel documento votato a maggioranza dalla precedente assemblea.
Non si capisce, infatti, quale ruolo tale scelta finisca per ritagliare ai futuri candidati delle primarie se non quello di meri figuranti in una competizione non certo congegnata in funzione dei contenuti.
Proponiamo, invece, l’avvio di una campagna di ascolto dei cittadini mediante la costituzione di un gruppo di lavoro aperto al contributo delle migliori competenze e delle realtà associative vitali che questa città esprime il quale, all’esito del percorso di interlocuzione intrapreso, sia in grado di dar luogo alla definizione di linee programmatiche generali, da presentare e discutere al successivo tavolo di coalizione.
Alla successiva competizione fra i singoli programmi proposti dai candidati alle primarie sarà demandata la selezione di quello che si rivelerà come il più apprezzato dai cittadini, all’interno di una cornice generale comunque delineata con il contributo di partiti e associazioni.
Inoltre, alla luce dell’attuale situazione politico-amministrativa della città, riteniamo sia venuto il momento di avviare il percorso che conduce alle primarie con la designazione, mediante elezione in apposita assemblea comunale nei tempi statutariamente previsti, dei componenti del comitato promotore per le primarie, che potrà essere immediatamente attivato in caso di elezioni anticipate o, al contrario, mantenuto quiescente qualora si pervenga alla scadenza naturale della legislatura.
