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SPECIALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021

Governo

Immagina

  • Ora un governo dove le donne siano protagoniste

    di Cecilia D’Elia 
    5 Febbraio 2021

    Pur sapendo che questa crisi avrebbe colpito soprattutto le donne, abbiamo letto con incredulità la durezza dei dati forniti da Istat sulla perdita di posti di lavoro a dicembre. Su 101mila posti di lavoro persi, 99mila sono posti di donne. La crisi economica morde ferocemente e si accanisce verso le posizioni più fragili nel mondo del lavoro. La Pandemia ha già cambiato tutto e non può essere affrontata nella sua dimensione sanitaria, sociale e economica senza visione, senza elaborazione della tragedia che stiamo attraversando, senza rimettere al centro della politica la vulnerabilità e l’interdipendenza, in una parola le vite delle persone, la necessità di ricostruire il tessuto sociale lacerato, l’attenzione all’età della vita. Bisogna curare le nostre società.

    Per questo ci vuole politica, capacità di sciogliere nodi antichi del nostro sistema Paese e di farlo mentre si contrasta l’emergenza. Con questo spirito siamo stati ai tavoli programmativi, per operare un salto di qualità nell’azione del governo Conte e migliorare il Recovery Plan. Con questa consapevolezza lavoriamo alla nascita del governo Draghi sostenuto da una maggioranza ampia, europeista, a partire dall’alleanza che abbiamo coltivato con 5S e Leu.

    E quando dico noi penso al Pd tutto, ma penso in particolare alle democratiche. In prima fila, nelle istituzioni, nella società, con le associazioni di donne e i movimenti nati attorno alle richieste sul Recovery Plan, nello sforzo che il partito sta facendo.

    Si è creata una lettura condivisa della crisi e della necessità di mettere al centro l’obiettivo di tutelare e far crescere l’occupazione femminile. La pandemia ha ulteriormente evidenziato le distorsioni, le iniquità e le discriminazioni presenti nella società; le disuguaglianze di genere e il forte divario nell’accesso al lavoro sono condizioni che penalizzano il Paese. In questi mesi siamo state in prima fila come democratiche per orientare il programma del governo e il Next generation EU in modo da assumere come asse portante l’obiettivo della parità di genere, in modo trasversale ai tutti i progetti. Abbiamo rotto l’argine della missione cinque, quella dell’inclusione sociale, in cui in un primo tempo era stata costretta la dimensione di genere.

    Abbiamo indicato la direzione dell’empowerment delle donne come grande questione nazionale che attiene alla qualità della convivenza e del modello di sviluppo. Perché non abbiamo proposto semplicemente le rivendicazioni per un pezzo di Paese, ma una lettura della crisi, che è crisi della cura, e una richiesta di cambiamento dell’organizzazione sociale: investire sulle infrastrutture sociali, fare della cura una grande questione pubblica, riformare il welfare.

    Non ripeterò puntualmente le nostre proposte, dall’imprenditoria femminile alla riforma del congedo di paternità. Sono nei documenti del Pd, nel suo programma, nelle mozioni parlamentari, nelle piattaforme condivise.

    È la questione di genere che deve vivere nella formazione del nuovo governo, che riguarda il futuro del paese, è il lavoro fatto in questi mesi, di cui le democratiche sono state promotrici insieme ad altre donne, che va portato al presidente Draghi, per un governo dove le donne devono esserci, da protagoniste.

Partito Cemocratico

  • “L’ASSESSORE VALERIANI HA RIBADITO CHE LA TUSCIA NON PUÒ OSPITARE DEPOSITI DI SCORIE NUCLEARI”
    “L’ASSESSORE VALERIANI HA RIBADITO CHE LA TUSCIA NON PUÒ OSPITARE DEPOSITI DI SCORIE NUCLEARI”

    Il consigliere regionale Panunzi (PD) commenta le parole del titolare ai Rifiuti: “Fin dall’inizio ho espresso la mia netta contrarietà a questo progetto”

    “Esprimo pieno apprezzamento per le parole dell’assessore regionale Massimiliano Valeriani, che ha ribadito come il Lazio e la Tuscia, in particolare, non possano ospitare l’impianto per lo smaltimento delle scorie nucleari.

    Fin dall’inizio ho espresso la mia netta contrarietà a questo progetto, a cui si sono aggiunti, all’unanimità, i pareri negativi dei sindaci, della provincia di Viterbo, delle associazioni e dei cittadini.

    La Tuscia ha infatti una forte vocazione agricola e turistica, presenta numerosi vincoli archeologici e paesaggistici e altre caratteristiche che la rendono non idonea a ospitare il sito. Inoltre, il Piano regionale sui rifiuti e il Piano territoriale paesaggistico non individuano luoghi adatti ad accogliere un deposito unico.

    Riconfermo il mio no al progetto, pur apprezzando il lavoro del governo che deve far fronte al colpevole ritardo di anni accumulato dall’Italia. Inoltre, per spazzare via il campo da ogni dubbio e mettere fine alle speculazioni, vorrei ricordare le varie fasi che si sono susseguite in questi mesi del 2021.

    Il 5 gennaio la Sogin, la società incaricata del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, pubblica la mappa (Cnapi), secretata dal 2015, con i 67 siti considerati adeguati alla costruzione del deposito.

    L’11 gennaio presento al Consiglio regionale del Lazio un ordine del giorno che impegna “il presidente e la giunta, tramite gli uffici competenti, a redigere osservazioni, così come previsto dall’articolo 27 del decreto legislativo 31/2010, al fine di manifestare la netta contrarietà della regione Lazio all’individuazione del sito per il deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi nel territorio regionale”.

    Il 19 gennaio, nella seduta numero 78, il Consiglio regionale approva all’unanimità il mio ordine del giorno, insieme ad altri 3 sullo stesso argomento.

    La Regione Lazio, il 4 marzo, inoltra e protocolla (numeri di protocollo 11502 e 11504) tutte le osservazioni sul portale www.depositonazionale.it.

    Gli assessori regionali Massimiliano Valeriani e Roberta Lombardi, nel corso di questi mesi, ribadiscono più volte l’inidoneità della Tuscia a ospitare l’impianto.

    Il 14 settembre si apre il seminario nazionale Sogin. Il 15 settembre iniziano gli incontri dedicati con le regioni coinvolte. Quello con il Lazio si svolgerà nella seconda settimana di novembre. La chiusura dei lavori sarà il 24 novembre.

    A metà dicembre saranno presentati i risultati del seminario, che si sommeranno alle osservazioni e proposte di modifica pervenute alla Sogin. Se non ci sarà un’autocandidatura, la Sogin presenterà una nuova mappa, data da un’ulteriore scrematura delle aree ritenute idonee. In base a questa nuova mappa, i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico dovranno decidere quale territorio ospiterà l’impianto.

    Concludo ribandendo che la mia posizione e quella della regione Lazio sono di netta contrarietà al progetto dell’impianto di stoccaggio nella provincia di Viterbo”.

    Così in una nota il consigliere regionale del PD Enrico Panunzi.

Novità

  • Federazione PD Viterbo: “Straordinario investimento della Regione sul sistema sanitario provinciale”
    Federazione PD Viterbo: “Straordinario investimento della Regione sul sistema sanitario provinciale”

    Le notizie ufficializzate ieri in conferenza stampa dall’Assessore Regionale alla Sanità Alessio D’Amato, dal Consigliere Regionale Enrico Panunzi e dalla Direttrice Generale della ASL di Viterbo Daniela Donetti, rappresentano una straordinaria risposta per la riorganizzazione ed il rilancio del sistema sanitario territoriale.
    La rapidità delle scelte compiute, ad emergenza sanitaria ancora in corso, consentiranno di avviare in tempi stretti un percorso di trasformazione della sanità viterbese per essere più vicina ai cittadini e più aderente alle diverse esigenze territoriali e ai diversi bacini di utenza. Del resto, proprio la pandemia ha reso evidente la necessità di un sistema sanitario e di assistenza capace di erogare servizi di prossimità che siano efficaci e tempestivi.
    Inoltre, straordinaria la portata degli investimenti che si aggirano tra i 60 e i 70 milioni di Euro ed avranno ricadute concrete su molte realtà locali, ridisegnando complessivamente il servizio sanitario a livello provinciale.
    Un ringraziamento va quindi alla Regione Lazio, in particolare all’assessore D’Amato e al consigliere Panunzi che ha presentato le esigenze del nostro territorio, e alla Direttrice generale dell’Asl di Viterbo Donetti, per il lavoro fatto e in particolar modo per la scelta compiuta di investire sul sistema sanitario pubblico come pilastro fondamentale della ricostruzione dei territori e del paese. Scelta che sarà fondamentale per restituire sicurezza e benessere ai cittadini e, insieme, dare un forte impulso al rilancio del sistema economico per uscire dalla crisi.

    Manuela Benedetti
    Segretaria Federazione Pd Viterbo

MATERIALE DI COMUNICAZIONE

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